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P R E S S
VA - "INTERCONTINENTAL ZVUKOPROCESSING" 2xCDR
La Zvukoprocessor productions,
fondata nel 1999 da Konstantin Gervis, nasce dall'esigenza dello stesso di
promuovere una movimentata scena underground di matrice russa che sta
emergendo nello stato di Israele. Strano ma vero connubio: nella
multiproblematica Israele vi è una scena musicale “non convenzionale” i
cui fautori hanno radici nella lontana Repubblica di Russia. Per più che
comprensibili divergenze di natura culturale ed economica, le due scene
hanno sempre percorso binari paralleli, simili eppure separati. In cinque
anni di attività la Zvukoprocessor ha realizzato un cospicuo numero di cd-r,
privilegiando principalmente il gruppo elettronico sperimentale “Seventeen
Migs of Spring”, piuttosto che l'ectro-trash “Antiochus” o il noise-dance-tecno
“ Penetrating Crankshaft “ (aka PC). Pur non essendo una record-label nel
senso più usuale
del
termine, K.Gervis si è posto l'obbiettivo di catturare nelle sue
realizzazioni i vari esperimenti culturali e musicali che si agitano
all'interno di questa scena.
Ecco allora che dopo 5 anni di esistenza, durante
i quali sono stati promossi numerosi eventi live, collaborazioni, feste e
sessions electro-acustiche, la Zvukoprocessor ha deciso di dare alle
stampe un doppio cd-r che rappresentasse e proponesse il movimento
electro-underground Russo-Israeliano al resto
del
mondo. Grazie alla collaborazione di alcune band americane e svedesi (Ulican,
1000,Swoize) è nato “Intercontinental Zvukoprocessing”, un doppio cd-r
limitato a 200 copie numerate, dove trovano posto gli esperimenti più
svariati: dall'electro ambient, alle contaminazioni tra generi musicali di
matrice industrial, alle musiche tradizionali russe e ebraiche rivedute e
corrette in maniera sperimentale, noise e electro. E' difficile se non
addirittura inutile chiudere questa compilation nel quadratino della
classificazione per generi. A parte il discorso prettamente musicale,
alcuni brani risultano un po' falsati dall'inserimento di vocine che più
che assumere il ruolo di elementi “disturbanti “ (e presumo questo fosse
l'intento), rendono un po' comico il risultato finale. Altri lasciano il
tempo che trovano, sembrano inutili esperimenti musicali che non
aggiungono ( e nemmeno tolgono) nulla al panorama musicale internazionale.
Il primo cd è composto da 11 pezzi dove la parola
d'ordine sembra essere “sperimentare,sperimentare,sperimentare!”: in un
calderone che risulta spesso cacofonico (come nel caso degli “Ulican” che
aprono questa prima parte della compilation e degli “The man with tea gum”
che uniscono elementi noise e vocine querule da cartone animato) ci si può
imbattere in un buon electro-ambient acido (come con i “Seventeen migs of
spring” che inseriscono anche schegge di drum'n'bass e “Swoize” )
piuttosto che in un ambient con chiari riferimenti industrial (sembra una
contraddizione in termini ma i “Chaos as shelter” fanno questo e lo fanno
anche bene!), in stralci di musica popolare dalle tastierine distorte (“Dr.grunt”),
nell'ambient tradizionale di “DjrED.I”, nei ritmi jazzati di “ David
Krupnik”. “Voltures” invece propone un pezzo dove power-electronics e
industrial spadroneggiano, e il risultato è decisamente all'altezza delle
aspettative.
Il secondo cd invece vira decisamente verso ritmi
più “musicali” (nel senso di melodiosi), di matrice Jazz. Le due tracks (di
cui una d'apertura ) firmate “Igor 18” tornano sui banchi di scuola e si
beccano un non classificato. NC. Rimandata a tempi migliori. Il termine
usato precedentemente per gli “Antiochus” “electro.trash” calza loro a
pennello: un mix di dance, motivetti per lo xilofono dei bambini, arie
tradizionali e jingles pubblicitari. Il tutto in un unico pezzo. I tempi
migliori arrivano con i “Modelo para armar”, che fondono bene elementi
industrial e noise, in alcuni momenti si potrebbe quasi parlare di una
specie di “reggae industriale”, ed in altri pare di sentire un Yann
Tiersen distorto. Mentre se il Buddha Bar si trasferisse a Mosca “dj
Sinichkin” ne curerebbe la colonna
sonora. Provate a cantare “
I feel love” entrando nella Casa degli Specchi, dove la melodia viene
deformata, dilatata e ristretta: “ Das Kapital” segue così i movimenti di
un trapezista ubriaco, che sperimenta le oscillazioni dell'armonia, mentre
i “Bangk & gurfa”, dalla suadente voce femminile, aspirano al ruolo di
Portishead d'Isralele. Ambient-jazz malato per “Faces of death” mentre più
oscuri e acidi sono gli “Hanemerim”, dal basso “a la Cure” che si insinua
sotto le coltri. Cacofonie e electro-jazz sperimentale per “ Yura poisik”,
“Seventeen migs of spring” ed “ eKran”, mentre non danno adito a dubbi le
sonorità tecno-ebm di “S.t.a.z.z.” e l'ambient di “Syntetic dark”.
by 20maValeriaVictrix
http://www.exoteric-zine.com/reviews/zvuko.htm
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